La sfilata come lavoro....
Come ho già accennato nella pagina di presentazione
fotografare una sfilata non era un lavoro molto
facile, adesso la tecnologia e il modo di sfilare
ha alleggerrito di molto questo lavoro che può
rendere il fotografo alquanto nevrastenico per
tantissimi motivi.
C'era una volta....mio
papà Dino che fotografava con la Rollei
biottica da 12 pose, difficilissima da caricare
e scaricare, con un controluce pauroso vicino
al bar Torino...non so come facesse a realizzare
delle stape bianco e nero eccezzionalmente perfette!
Mi riprometto di preparare un archivio con le
sue foto perchè sono veramente delle immagini
da proporre non solo come ricordo del carnevale
ma come opere d'arte.
Arrivato il colore sono arrivata anch'io nel 78.
Avevo una Mamyha 24x36 e pellicole Kodak.
Posizionata nel punto di meno controluce (vicino
al Verdi) . Ho sofferto le pene dell'inferno per
non poter sfilare e ho fato una fatica micidiale
nel dover mettere a fuoco in continuazione, io
che sono fortemente astigmatica. In febbraio le
luce scema presto e rimane quel gialletto opaco
che nelle pellicole di una volta rendeva i visi
un pò itterici.
Le maschere sfilavano veloci, la gente che guardava
era tantissima. Le forze dell'ordine davano il
tormento e NON si poteva stare sul percorso se
non si aveva una fascia di stoffa sul braccio
data dal Comune. Non ho un bel ricordo dei primi
anni, ero giovane e avevo voglia di divertirmi,
non ero per niente diplomatica e non capivo bene
ancora cosa volesse la gente.
Pian pianino l'esperienza mi è venuta incontro
e sapevo perfettamente chi comprava e chi no,
fatica ancora tanta, non si riusciva ad accendersi
neppure una sigaretta tanta era la velocità
dei due giri di sfilata che venivano fatti.
L'obiettivo più giusto è stato ed
è rimasto un 35 mm, un piccolo grandangolare
che con l'uso del diaframma 5,6 rende la messa
a fuoco molto più facile anche con una
rapidità di 250. Un grandangolo più
ampio distorge le facce e le sagome delle persone
(c'è stato un collega che ne ha lanciato
la moda qua a Muggia e personalmente lo trovo
uno scempio in certe immagini anche se l'ho usato
anch'io quest'anno per fare degli effetti un pò
diversi....ma mai sulle facce però!).
Dopo
anni è arrivato il meraviglioso autofocus
(che ogni tanto però sfoca lostesso) e
mi sono rilassata.
La padronanaza della tecnica e la conoscenza del
mercato carnascialesco ha fatto il resto aggiungendo
che la sfilata ha rallentato sensibilmente la
corsa oltre che a diminuire il percorso da due
giri ad uno. Tra una compagnia e l'altra si può
addirittura fumare una sigaretta....con calma....
Non si corre più tanto e si fa meno fatica.
Le macchiette calano sensibilmente e si aggiungono
i balletti, tutto si semplifica (le macchiette
furibonde di una volta erano anche pericolse per
la propria incolumità: acqua da tutte le
parti, farina lanciata al pubblico e scherzi vari
che mi facevano nascondere la macchina sotto il
giubbottto....cose che non succedono più).
Restava cmq sempre il lavoro di post produzione,
aspettare il corriere che prenda i rollini ed
il ritiro il giorno dopo con il patema:"come
sono venute?"...per non parlare della numerazione
e la divisione di tutte le compagnie...Si può
così capire perchè queste fotografie
abbiano un costo elevato.....perchè il
lavoro è tanto e va remunerato (perchè
ad un idraulico si paga cifre terribili e si tace?
Non è forse un artigiano come noi?). Non
si paga la stampa ed il rollino da soli, sarebbe
un furto e lo condivido. Ma bisogna aggiungere:
ore, fatica, spese di regia, attrezzatura che
si logora parecchio con lavori di questo tipo,
affitti, luce .....tasse
e....Mario Paolo che per anni è venuto
a lavarmi la moquettes sporca di..tutto...
Ritorniamo
però alla sfilata...
Passano gli anni, la gente comincia a spendere
meno perchè far carnevale costa tantissimo
...
tante compagnie hanno i loro fotografi, la polizia
non rompe più e TUTTI possono entrare nel
percorso e scattare selvaggiamente. Amici e parenti
hanno compattine ottime che scattano a nastro
e dal fotografo si comincia a prendere una/due
foto...in studio praticamente non si va più
a meno che non ci sia un abito super o una "piomba"
amichevole da ritratto :-)
La difficoltà a sto punto è nel
saper fare le foto più belle degli altri
e calando gli scatti....
Arriviamo
al digitale e crakkkkkkkkkkkkkk il mercato
delle foto crolla sotto tutti i punti di vista...ovviamente
la sfilata è quella che ne risente di più.
Certo è che non si spende più per
fare le stampe...ma secondo me è un errore
madornale! la gente, se compra, lo fa d'impeto,
subito....davanti ad un monitor la voglia passa,
se va da un fotografo all'altro più volte
per scegliere la migliore e le vendite calano
in un baratro.
Fotografare è super facile..si vede subito
il risultato e si può anche correggere...Insomma
"se buta su el lavor" con conseguente
risultato scadente! éer migliorare si dovrebbe
avere 8 monitor, uno per compagnia e poi...cosa
devi far pagare le foto?....Per me meglio un cd
per compagnia..10 euro per compagnie piccole e
15 per quelle grandi e forse si potrebbe bilanciare
un pò le perdite...
Ecco qua in sintesi cosa vuol
dire il nostro lavoro ......
PS: adesso il percorso è
aperto anche ai fotoamatori del concorso con tanto
di "tacamaco" di autorizzazione...così....sono
tantissimi e tuttiche ti vengono davanti quando
scatti....in effetti non possono sapere cos'è
il codice deontoligico dei fotografi professionisti!
(quest'anno per protesta non
mi sono messa il mio vecchio "tacamaco"
per vedere se qualcuno mi mandava via...ma manco
per niente.....quindi..tutti possono mescolarsi
alle maschere..lo trovo poco serio)
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